Camera di Commercio di Ferrara
 
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Somministrazione alimenti e bevande

 

Riferimenti normativi

D.M. n. 564 del 17 dicembre 1992. Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.
D.Lgs. 26-3-2010 n. 59. Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno.
D.Lgs. 6-8-2012 n. 147. Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno.
 

Riferimenti normativi Regione Emilia Romagna

Legge Regionale n. 14 del 26 luglio 2003. Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande.
 

Documentazione da produrre

Autorizzazione rilasciata dallo Sportello Unico Attività Produttive del Comune, in caso di apertura o di ampliamento di superficie e di trasferimento in zona soggetta a programmazione (si rinvia ai Regolamenti Comunali in materia).

Segnalazione Certificata di inizio attività in tutti gli altri casi (*).

Vedi Documentazione di procedimento 

Osservazioni

A partire dal 31/07/2010 la Dichiarazione di inizio attività  viene sostituita dalla Segnalazione Certificata di inizio attività(S.C.I.A.)  in seguito alla modifica dell'art. 19 della Legge 241/1990 effettuata con Legge 122/2010 di  conversione del D.L. 78/2010. 
L'attività può essere iniziata dalla data di presentazione della segnalazione certificata all'amministrazione competente.
(*) Nel caso di trasferimento di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande da una sede collocata in zona  non sottoposta a programmazione ad una collocata  in una zona tutelata nell'ambito di tale programmazione occorre il rilascio dell'autorizzazione al fine dell'apertura dell'esercizio.
Per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto in tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti in locali o superfici aperte al pubblico attrezzati a tal fine.
Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono costituiti da un'unica tipologia così definita: esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione.
Nel caso di subingresso per causa di morte, il possesso dei requisiti di cui all'articolo 6, commi 1, 2 e 3 della L.R. 14/2003, deve essere dimostrato entro sei mesi dalla morte del titolare dell'attività, salvo proroga in comprovati casi di forza maggiore.

Requisiti per l'esercizio dell'attività

L'esercizio dell'attività in oggetto richiede, in capo al legale rappresentante, o al preposto all'esercizio e comunque da tutti i soggetti indicati nell'art. 2, comma 3, del D.p.r. 252/1998, il possesso dei requisiti morali o di onorabilità di cui all'art. 71 comma 1 e 2 del D.lgs. 59/2010 e dei requisiti professionali di cui all'art. 71 comma 6 del suddetto decreto.
In seguito alla riformulazione dell'art. 71 comma 6 del D.lgs. 59/2010, dal 14/09/2012 data di entrata in vigore del decreto correttivo D.lgs. 147/2012, i requisiti professionali non sono più richiesti nel caso di somministrazione non al pubblico ma ad una cerchia determinata di persone, tuttavia permane l'obbligo dell'osservanza di tutte le disposizioni vigenti in materia igienico-sanitaria dei luoghi e delle persone impiegate.

Requisiti professionali

Ai sensi dell'art. 6 della Legge Regionale 14 del 2003 e ss.mm. l'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande è subordinato al possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per la somministrazione di alimenti e bevande
istituito o riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna o da un'altra Regione o dalle Province autonome di Trento e
Bolzano ovvero essere in possesso di un diploma di Istituto secondario o universitario attinente all'attività di
preparazione e somministrazione di bevande e alimenti;
b) avere esercitato in proprio, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, l'attività di somministrazione al
pubblico di alimenti e bevande, o avere prestato la propria opera, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio,
presso imprese esercenti la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande,
in qualità di dipendente qualificato
addetto alla somministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado dell'imprenditore, in
qualità di coadiutore familiare, comprovata dall'iscrizione all'INPS;
c) di essere stato iscritto al registro esercenti il commercio di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426 (Disciplina del commercio) , per attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (S.a.b.) o alla sezione speciale del medesimo registro per la gestione di impresa turistica (R.i.t.), salva cancellazione dal medesimo registro.

L'autorizzazione o il titolo abilitativo decadono:

a)  qualora il titolare dell'attività non risulti più in possesso dei requisiti di cui all'art. 71, commi 1 e 2 del D.lgs. 59/2010.
b)  qualora il titolare sospenda l'attività per un periodo superiore a 12 mesi;
c)  qualora venga meno la rispondenza dello stato dei locali ai criteri stabiliti dal Ministro dell'interno (sorvegliabilità dei locali D.m. 564/1992 e D.m. 534/1994).
d)  nel caso di attività soggetta ad autorizzazione, qualora il titolare, salvo proroga in caso di comprovata necessità, non attivi l'esercizio entro 180 giorni.

Schede correlate

 

Scheda aggiornata alla data del 17/01/2014
Manuale delle Attività Economiche a cura dell'Ufficio Registro Imprese di Rimini

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