Camera di Commercio di Ferrara
 
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Cambiavalute

 

Riferimenti normativi

D.Lgs. 1-9-1993 n. 385. Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.
D.M. 17-2-2009 n. 29. Regolamento recante disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, commi 4 e 5 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
D.Lgs. 13-8-2010 n. 141. Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.
D.Lgs. 19-9-2012 n. 169. Ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, recante attuazione della direttiva 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo V del testo unico bancario in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Documentazione da produrre

  • Iscrizione nel Registro tenuto dall'Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi" - in breve "OAM", di cui all'art. 128-undecies del T.u.b.**
  • Comunicazione al Questore ex art. 115 T.u.l.p.s.

Vedi Documentazione di procedimento

O.a.m.

** L’articolo 17-bis, comma 1, del d.lgs. 141/2010 istituisce un registro tenuto dall’OAM per l’esercizio professionale nei confronti del pubblico dell’attività di cambiavalute. Tuttavia, ai sensi del successivo comma 3, l’emanazione del provvedimento da parte dell'OAM - per l’individuazione delle specifiche tecniche del sistema di conservazione informatica delle negoziazioni effettuate dai cambiavalute- è presupposto necessario per l’efficacia di quanto disposto dal comma 1.
Ne consegue che fino all’emanazione del suddetto provvedimento normativo secondario, l’attività di cambiavalute continua ad essere regolata dalla disciplina previgente al decreto legislativo 169/2012 (e pertanto non è soggetta all'iscrizione nell'apposita sezione dell'OAM).

Definizione

L’attività di cambiavalute consiste nella negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta, in particolare acquisire e vendere a pronti banconote estere, assegni e travellers cheques in valuta o euro. Le operazioni di cambio possono essere regolate, oltre che per contanti e con assegno anche attraverso l’utilizzo di una carta di credito o di debito.
L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dell'attività di cambiavalute, anche su base stagionale, consistente nella negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta, è riservato ai soggetti iscritti in un apposito registro tenuto dall'Organismo previsto dall'articolo 128-undecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

Requisiti per l'iscrizione nel registro

L'iscrizione nel registro, è subordinata al ricorrere dei seguenti requisiti:
a)   per le persone fisiche: cittadinanza italiana o di uno Stato dell'Unione europea ovvero di Stato diverso secondo le disposizioni dell'articolo 2 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e domicilio nel territorio della Repubblica;
b)  per i soggetti diversi dalle persone fisiche: sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica.

I soggetti iscritti nel registro sono tenuti a trasmettere all'Organismo per via telematica le negoziazioni effettuate. L'Organismo dispone la sospensione, non inferiore a tre mesi e non superiore a un anno, dal registro in caso di violazione del suddetto obbligo. I dati registrati sono conservati per dieci anni.

L'esercizio abusivo dell'attività di cui al comma 1 è punita con una sanzione amministrativa da 2.065 euro a 10.329 euro emanata dal Ministero dell'economia e delle finanze.

Casi di cancellazione dal Registro

L'Organismo dispone la cancellazione nei seguenti casi:

a)   perdita di uno dei requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività;
b)  ripetuta violazione dell'obbligo di di comunicazione delle negoziazioni effettuate; 
c)   inattività protrattasi per oltre un anno salvo comprovati motivi;
d)   cessazione dell'attività.

L'articolo 5, comma 1, lett. b) del Decreto Legislativo 19 settembre 2012, n. 169, aggiunge al comma 7 dell'art. 10 del D.Lgs. n. 141/2010 il seguente periodo: «Si applicano ai cambiavalute gli articoli 11 e 115 T.u.l.p.s. e relative disposizioni di attuazione».

Schede correlate

 

 

Scheda aggiornata alla data del 04/02/2014
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