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Presupposti di iscrizione nell'Albo delle Imprese Artigiane

 

I requisiti per l'iscrizione nell'Albo Regionale delle Imprese Artigiane dell'Emilia-Romagna sono quelli stabiliti dalla legge-quadro nazionale (legge n. 443/1985). Per tutte le imprese – con la sola eccezione delle SRL pluripersonali – l'iscrizione è obbligatoria: se ricorrono i presupposti ed i requisiti per l'acquisizione della qualifica artigiana, l'impresa non può scegliere di non iscriversi all'Albo. La sussistenza dei requisiti è condizione necessaria e sufficiente per l'iscrizione dell'impresa nell'Albo.

In ogni caso, l'iscrizione nell'Albo – il cui scopo è di sancire l'acquisizione dello status giuridico di impresa artigiana – si aggiunge e non si sostituisce all'iscrizione nel Registro Imprese. Tutti gli imprenditori artigiani, dunque, individuali o societari, sono contemporaneamente:

  • iscritti nel Registro Imprese, nella sezione o nelle sezioni di competenza;
  • iscritti nell'Albo Regionale delle Imprese Artigiane;
  • annotati nella sezione speciale del Registro Imprese, in quanto artigiani (l'annotazione si sostanzia nell'inserimento, all'interno della posizione anagrafica dell'impresa, degli estremi di iscrizione all'Albo);
  • inseriti, in qualità di titolari di impresa, soci partecipanti al lavoro o collaboratori familiari di imprenditori artigiani, negli elenchi previdenziali dell'INPS (peraltro, la norma che assegnava alla CPA il compito di provvedere alla tenuta degli elenchi, la legge 1533/1956, è stata abrogata dal decreto taglia-leggi 212/2010, per cui si deve presumere che la relativa competenza sia tornata all'INPS).

Segue l'illustrazione dei requisiti e presupposti per l'iscrizione all'Albo Regionale delle Imprese Artigiane.

 

Forma giuridica

L'impresa artigiana deve essere costituita in forma di

  • impresa individuale
  • società in nome collettivo
  • società in accomandita semplice
  • società a responsabilità limitata, unipersonale o pluripersonale
  • società cooperativa
  • consorzio.

 

Scopo prevalente

L'impresa artigiana ha come scopo prevalente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi. Sono escluse:

  • le attività agricole
  • le attività commerciali
  • le attività di intermediazione di beni o ausiliarie di queste ultime,
  • la somministrazione di alimenti o di bevande.

 

Partecipazione al lavoro

L'impresa artigiana è esercitata personalmente dall'imprenditore. In concreto ciò significa che :

  • per l'impresa individuale, il titolare
  • per l'impresa in forma di società in nome collettivo, a responsabilità limitata pluripersonale, o cooperativa, la maggioranza dei soci (ovvero uno in caso di società con due soci)
  • per l'impresa in forma di società in accomandita semplice, tutti i soci accomandatari
  • per l'impresa in forma di società a responsabilità limitata unipersonale, l'unico socio

devono svolgere in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo dell'impresa artigiana. Inoltre, nell'impresa il lavoro deve avere funzione preminente rispetto al capitale.

 

Limiti dimensionali

Si riporta di seguito il testo dell'art. 4 della legge-quadro nazionale sull'artigianato, n 443/1985.

Art. 4 legge 443/1985

L'impresa artigiana può essere svolta anche con la prestazione d'opera di personale dipendente diretto personalmente dall'imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i seguenti limiti:

a) per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;

b) per l'impresa che lavora in serie, purché con lavorazione non del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;

c) per l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali edell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. I settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del Presidente della Repubblica, sentite le regioni ed il Consiglio nazionale dell'artigianato (1/c);

d) per l'impresa di trasporto: un massimo di 8 dipendenti;

e) per le imprese di costruzioni edili: un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

Ai fini del calcolo dei limiti di cui al precedente comma:

1) non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25 (2), e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana;

2) non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 (3), sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l'impresa artigiana;

3) sono computati i familiari dell'imprenditore, ancorché partecipanti all'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro prevalentemente e professionalmente nell'ambito dell'impresa artigiana;

4) sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente lavoro personale nell'impresa artigiana;

5) non sono computati i portatori di handicaps, fisici, psichici o sensoriali;

6) sono computati i dipendenti qualunque sia la mansione svolta.

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