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Tra social innovation e sharing economy: quale ruolo per le imprese responsabili?

Qual è il rapporto tra responsabilità sociale d’impresa, social innovation e sharing economy? Oggi si parla sempre di più di innovazione sociale come di una risorsa strategica per le organizzazioni che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo. Ma si parla anche di sharing economy per definire il contesto nel quale i princìpi della condivisione, della collaborazione e della co progettazione diventano i presupposti per poter operare sul mercato. In questo scenario in grande cambiamento è necessario che le imprese riescano ad individuare le opportunità da cogliere per ripensare il proprio business ma anche il proprio ruolo nella società. Di questi ed altri temi si è parlato mercoledì 3 dicembre 2014 in un convegno molto partecipato promosso da Camera di commercio di Rimini e dall'Associazione Figli del Mondo che si è svolto presso Palazzo Agolanti in Rimini.

La crisi aguzza l'ingegno e, anche di fronte a cambiamenti epocali come quelli che stanno attraversando l'economia del nostro Paese, stanno trovando più spazio ed attenzione collaborazioni e progetti che, concretamente, si sono incamminati già da tempo su strade nuove che aprono a scenari economici e sociali possibili ed affascinanti. Di queste realtà si è parlato mercoledì 3 dicembre 2014 in occasione dell'incontro promosso da Camera di Commercio di Rimini, con il supporto dell’Associazione Figli del Mondo, presso il Palazzo Agolanti di Rimini, dal titolo: “Tra social innovation e sharing economy: quale ruolo per le imprese responsabili?”. L’iniziativa, coordinata dal Presidente di Koinètica Rossella Sobrero, ha fatto emergere come l’innovazione sociale e le nuove forme di economia condivisa possano essere nuovi strumenti di risposta responsabile alla complessa situazione economica dei giorni d’oggi.

Gli interventi di apertura, a cura di Maurizio Temeroli, Segretario Generale della Camera di Commercio di Rimini, Lino Sbraccia, Presidente Figli del Mondo e Angelo Marchesini, in rappresentanza della Direzione Generale delle attività produttive, commercio e turismo della Regione Emilia Romagna, hanno contribuito ad inquadrare il tema della giornata. Se Maurizio Temeroli ha messo in luce il pluridecennale impegno dell'Ente camerale sui temi della responsabilità sociale d'impresa, e ha confermato che, nonostante i tagli, anche nel 2015 la CCIAA continuerà a lavorare in questo settore, Lino Sbraccia ha invece anticipato i tre 'pilastri' su cui l'Associazione fonderà il lavoro nel 2015: promuovere con più forza il tema della responsabilità sociale delle professioni; l'approfondimento del rapporto con le imprese, per promuovere valori e operazioni concrete mirate, per esempio, al non spreco e al riutilizzo dei beni; la diffusione delle buone prassi, anche attraverso uno spazio informatico condiviso.

I successivi interventi hanno permesso di dimostrare come, grazie alle nuove tecnologie di rete, oggi si possa scambiare e/o condividere qualsiasi cosa: dalle idee alle case, dai servizi ai prodotti. In tal senso sono state portate a testimonianza esperienze diverse: Ilaria Lenzi, Senior Researcher della Fondazione Eni Enrico Mattei, nonché membro del Comitato Promotore di SHAREXPO, ha parlato di: “Sharing economy e Expo 2015: verso una Milano condivisa” mentre Gianluca Vigne, Delegato Energia e Ambiente di Confindustria Belluno Dolomiti, ha illustrato il Progetto: “Green Dolomiti e la montagna come Smart land”.

Sono poi state messe in luce diverse esperienze territoriali con interventi dei referenti di Eticarim.it, portale di crowdfunding a favore di Progetti di utilità sociale; EducAid, Associazione Onlus ed Organizzazione Non Governativa che ha presentato un micro-progetto a favore di due ragazze disabili di Gaza); RIGAS, Gruppo di Acquisto Solidale di Rimini; e Quinc - Rete economica di scambio, piattaforma di Corporate e Social Barter.

Le conclusioni di Rossella Sobrero hanno voluto sottolineare i diversi spunti stimolanti emersi, in particolare su come anche a Rimini le collaborazioni condivise possano portare ad una reale nuova economia positiva per il territorio, anche partendo da quanto già fatto dal Progetto PercoRSI.

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