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Presentato il Rapporto Economico 2010-2011: importante ripresa del manifatturiero; cresce il turismo congressuale; cassa integrazione a livelli record. Per il 2011-2013 prevista una lenta crescita del Pil pari ad una media annuale del +0,5%

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Nonostante importanti segnali di ripresa, soprattutto nel settore manifatturiero, la crisi che da un paio di anni ha colpito anche l’economia del territorio riminese continua a mordere il freno alla ripresa. A farne le spese è soprattutto il mondo del lavoro, dove le ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) hanno toccato nel 2010 la cifra record di 7milioni e 900mila ore, con un +145% rispetto al 2009.

Sono questi i temi principali che si evincono dal Rapporto sull’Economia della provincia di Rimini 2010-2011, promosso dalla Camera di Commercio di Rimini e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini, che viene presentato oggi presso l’Aula Magna del Polo Scientifico-Didattico di Rimini dell’Università di Bologna. 
 
 1. Congiuntura manifatturiera: il settore industriale in provincia di Rimini ha manifestato, nei primi nove mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, un aumento della produzione dell’1,5%, del fatturato del 2,6% e degli ordinativi del 3,4%; tutte e tre le variabili considerate, quindi, mostrano nel 2010 un andamento crescente, dopo che l’anno 2009 si era contraddistinto, invece, per una forte diminuzione delle stesse. 
 
 2. Mercato del lavoro: la situazione occupazionale nel 2010 sta ancora risentendo degli effetti della recessione economica; considerando insieme la Cassa Integrazione Ordinaria, Straordinaria e in Deroga, nell’ultimo anno le ore autorizzate in provincia di Rimini superano i 7 milioni 900 mila, con un incremento di circa il 145% rispetto al 2009. Il settore che maggiormente ha risentito del ricorso alla cassa integrazione è stato quello manifatturiero con oltre 6 milioni di ore autorizzate (in particolar modo quello della meccanica con oltre 3 milioni di ore autorizzate). 
 
 3. Turismo a Rimini nel 2010: gli arrivi totali sono aumentati, rispetto al 2009, dello 0,7% mentre le presenze totali sono diminuite dello 0,2%; diminuisce la clientela italiana, sia in termini di arrivi (-1,5%) che di presenze (-2,0%), aumenta la clientela estera, sia negli arrivi (+9,9%) che nelle presenze (+6,5%). Cresce il turismo congressuale e fieristico: due terzi delle presenze turistiche nella provincia di Rimini sono attribuibili alle vacanze estive mentre il restante terzo a presenze prevalentemente legate a congressi e fiere. Non si tratta di tipologie turistiche ‘in alternativa’, anzi: la crescita del congressuale è assolutamente positiva sia per il processo di destagionalizzazione; sia per lo stesso turismo balneare: le strutture turistiche lavorano anche al di fuori dei mesi estivi, e pertanto sono spinte ad innovare. 
 
 4. Import/Export: accanto ad una bilancia commerciale ampiamente positiva (+689.825.765 Euro al 30.9.2010) segnaliamo, come importante segnale di ripresa, l’aumento dell’export: +24,8%, in netta contrapposizione rispetto a quello che era successo nel 2009, dove la crisi del settore industriale aveva portato a variazioni percentuali negative considerevoli nel confronto con il 2008. 
 
 5. Attività economiche: In provincia di Rimini le imprese totali attive iscritte al Registro Imprese, al 30/09/10, sono risultate essere 35.785, contro le 35.628 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento dello 0,4% (dati riferiti alla provincia a 27 comuni), dato in controtendenza rispetto a quello fatto segnare al 3° trimestre del 2009, dove si registrava una lieve diminuzione, rispetto al 3° trimestre del 2008, del numero delle imprese attive. Il settore con il maggior numero d’imprese è il Commercio con 9.260 imprese (25,9% sul totale); seguono il settore delle Costruzioni con 5.656 imprese (15,8% sul totale), il settore Alberghi, Ristoranti e Bar con 4.672 imprese (13,1%). A livello di forma giuridica, prevalgono nettamente le imprese individuali con 20.060 unità (56,1% sul totale, -0,3% rispetto al 30 settembre 2009) a cui fanno seguito le società di persone con 9.506 unità (26,6% sul totale, stabili rispetto al 30 settembre 2009). Le società di capitale sono 5.562 (15,5%) e rappresentano la forma giuridica, che, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ha fatto registrare il maggiore incremento percentuale (+3,5%): un dato che ha una valenza sicuramente positiva, per la strutturazione societaria delle imprese del nostro territorio.
 
6. Artigianato. Le imprese artigiane attive iscritte al Registro Imprese, al 30/09/10, sono risultate essere 10.627, contro le 10.805 dello stesso periodo dell’anno precedente, con una variazione percentuale del -1,6% (dati riferiti alla provincia a 27 comuni); dette imprese artigiane costituiscono il 29,7% delle imprese totali attive (10.627 su 35.785). Il settore economico con il maggior numero d’imprese artigiane è quello delle Costruzioni con 4.568 imprese (43,0% sul totale delle imprese artigiane); seguono il settore dell’Industria manifatturiera con 2.174 imprese (20,5% sul totale), gli Altri servizi con 1.185 imprese (11,2%), i Trasporti con 927 imprese (8,7%), gli Alberghi, ristoranti e bar con 544 imprese (5,1%) e il Commercio con 487 imprese (4,6%). 
 
 7. Scenari previsionali al 2013: il quadro complessivo delle tendenze del sistema economico provinciale deriva dallo studio effettuato da Prometeia – Scenari per le economie locali – e da Unioncamere Emilia-Romagna – Prometeia – Scenario economico provinciale. 
 
 a. Tra il 2011 e il 2013 ci sarà una modesta ripresa del valore aggiunto delle attività economiche, che crescerà, in provincia di Rimini, ad un ritmo medio annuo dello 0,5%, a fronte di un valore atteso dell’1,1% per l’Emilia-Romagna e dell’1,0% per l’Italia; la maggiore evoluzione spetterà al settore manifatturiero, che recupererà terreno a ritmi contenuti (1,4% in provincia rispetto al 2,0% a livello sia regionale che nazionale), mentre il settore terziario, che a Rimini riveste un’importanza strategica, aumenterà solo dello 0,4%, con un’evoluzione più sostenuta in regione e in Italia, dove gli incrementi saranno dello 0,9%. 
 
 b. Tra il 2011 e il 2013 l’export crescerà, in misura medio annua, in provincia di Rimini, del 4,0%, acquisendo un ritmo di sviluppo minore rispetto a quello medio annuo regionale (+5,7%) e nazionale (+5,3%); anche la propensione all’export (export/valore aggiunto x 100) risulta essere in aumento (da 18,3% del 2010 a 20,3% del 2013), anche se in misura comunque inferiore rispetto all’incremento che si avrà in Emilia-Romagna (da 32,5% del 2010 a 37,2% del 2013) e Italia (da 22,6% del 2010 a 25,6% del 2013). 
 
 c. Nel mercato del lavoro riminese si evidenzia, tra il 2011 e il 2013, una lieve crescita delle unità di lavoro, quantificabile in un +0,3% medio annuo; la variazione sarà comunque inferiore a quella che si registrerà in ambito regionale e nazionale, laddove si avranno incrementi medi annui, rispettivamente, del +0,9% e +0,7%. Al 2013, inoltre, si attende, a livello provinciale, un tasso di disoccupazione al 9,3% (dall’8,8% del 2010), che sarà superiore a quello dell’Emilia Romagna (che si ferma al 6,5% dal 5,8% del 2010) e allineata alla media italiana (9,4% nel 2013 rispetto all’8,5% del 2010). 
 
Dal quadro previsionale delineato si evince come la provincia di Rimini, nel triennio 2011-2013, sperimenterà una crescita di tutti e tre gli indicatori analizzati (valore aggiunto, export e unità di lavoro), anche se questa sarà più lenta rispetto alla crescita che si avrà in ambito regionale e nazionale; i segnali maggiormente preoccupanti riguarderanno il mercato del lavoro, laddove, al lieve incremento della domanda, si contrapporrà un forte aumento della disoccupazione.
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