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Presentato il Rapporto sull'Economia della provincia di Rimini 2009/2010: i dati salienti

Martedì 30 marzo si è tenuta presso l'Aula Magna del Polo Scientifico-Didattico di Rimini dell'Università di Bologna la presentazione del Rapporto sull'Economia della provincia di Rimini, realizzato dalla Camera di commercio di Rimini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Sono intervenuti: rag. Giovanni Protti per la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, dott. Manlio Maggioli, Presidente della Camera di commercio di Rimini, Massimo Guagnini, Responsabile Area Economie Locali di Prometeia spa; Guido Caselli, Dirigente Ufficio Studi Unioncamere Emilia-Romagna; dott. Enzo Rullani, Professore di Economia della Conoscenza dell’Università di Venezia.

Il Rapporto sull’Economia della provincia di Rimini 2009-2010 si contraddistingue quest’anno per il fatto che il territorio e l’economia della nostra provincia si arricchiscono di sette Comuni appartenenti alla zona geografica dell’Alta Valmarecchia

. Dal 15 agosto 2009 infatti è entrata in vigore la Legge 117/2009, che, a conclusione di un lungo percorso iniziato con una consultazione popolare nel dicembre 2006, ha disposto il distacco dalla Regione Marche e l’aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito della Provincia di Rimini dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello.

Dallo scorso 16 febbraio

la Camera di commercio di Rimini ha pienamente assunto le funzioni amministrative di sua competenza nei confronti di imprese e cittadini dell'Alta Valmarecchia, accogliendo nel Registro delle Imprese di Rimini i dati relativi alle imprese dei sette comuni: un territorio ricco di storia, tradizione, cultura, imprese che, passando nel territorio provinciale di Rimini, porta con sé un importante valore aggiunto. Il Registro Imprese della Camera di commercio di Rimini ha accolto 1.836 sedi d'impresa, di cui 681 imprese artigiane oltre a 287 Unità Locali, cioè posizioni di imprese che hanno sede o altro tipo di insediamenti nel territorio dei sette Comuni. Dovranno inoltre transitare negli archivi di Rimini 450 posizioni anagrafiche di utenti metrici (che sono aziende o enti che utilizzano strumenti di misura di qualsiasi tipo in transazioni commerciali); e circa 100 registrazioni di persone fisiche o società iscritte negli altri albi e ruoli della Camera di Commercio. L’imprenditoria totale ammonta a 2.652 unità (dati aggiornati al terzo trimestre 2009), dove più consistenti sono le attività economiche legate all’agricoltura (603), commercio (510) e industria (467).

 

Nella seguente sintesi sono stati estrapolati i dati relativi a:

 

•    Mercato del lavoro/Occupazione

•    Industria

•    Turismo

•    Import-Export

•    Prospettive 2010-2012

 

MERCATO DEL LAVORO

 

Da alcuni anni, l’analisi sul mercato del lavoro viene interamente realizzata dal “Centro Studi Politiche del lavoro e società locale” della Provincia di Rimini. La ricchezza e l’importanza del tema trattato hanno indotto quest’anno a prevedere un momento di approfondimento, organizzato dalla provincia di Rimini, che si terrà intorno alla metà del prossimo mese di Aprile.

Di seguito si fornisce un primo dimensionamento dell’impatto che a livello locale ha avuto la recessione economica sul versante occupazionale, analizzando in particolare il ricorso agli ammortizzatori sociali, a partire dai dati del SILER (Sistema Informativo Lavoro Emilia-Romagna), integrati con quelli forniti dall’INPS

Nel 2009 a causa della crisi sono aumentate enormemente le ore di cassa integrazione. Le ore autorizzate ammontano a 2.500.491, mentre nel 2008 erano risultate 192.562, pur in crescita a loro volta del 65% rispetto al 2007. La variazione fra il 2008 e il 2009 è davvero eccezionale, dal momento che si tratta di una crescita pari quasi al 1.200%.

 

 

Ore autorizzate per tipologia di lavoro: + 1.258% per gli operai e + 866% per gli impiegati. L’aumento è comunque generalizzato a tutti i settori, seppur con picchi nel settore meccanico, chimico e metallurgico.

Cassa integrazione Edilizia invece ha registrato dal 2008 al 2009 un +60%, contro il +38% fatto registrare l’anno precedente.

L’iscrizione dei lavoratori alle liste di mobilità

è considerevolmente aumentata. Nel 2009 si è giunti a 1.709 casi, con un aumento, rispetto al 2008 dell’84%

 

LA DINAMICA DELL’INDUSTRIA DI RIMINI

 

Il settore industriale in provincia di Rimini ha manifestato nel 2009 una diminuzione della produzione del 13,5%,

allineata a quella italiana e relativamente meno intensa di quella emiliano-romagnola, caduta ad un ritmo del 14,1%. Anche per quanto concerne fatturato e ordinativi i dati, in provincia di Rimini, appaiono ampiamente negativi (-13,4% e -13,6%), sebbene sempre migliori rispetto alla dinamica regionale.

 

Anche per il fatturato il punto di minimo è stato registrato tra aprile e giugno 2009, con una diminuzione del 15,3% che risulta comunque meno intensa della diminuzione del 18,0% registrata in Emilia Romagna. Per gli ordinativi in Emilia Romagna i mesi primaverili sono stati quelli di perdita più marcata (-16,2%), mentre a Rimini la crisi ha colpito più intensamente durante i mesi estivi, nei quali si è assistito ad una diminuzione del 15,7%.

 

IL TURISMO A RIMINI NEL 2009

 

In complesso le presenze totali sono aumentate dello 0,1%

, a fronte di una variazione negativa degli arrivi (-0,1%). Nel 2009 la maggiore attenzione al contenimento delle spese ha certamente accentuato la tendenza a rimanere entro i confini nazionali, tanto che le presenze italiane a Rimini sono cresciute dell’1,7% ed hanno bilanciato la diminuzione della clientela straniera, risultata in calo del 5,4% nelle presenze e del 6,9% negli arrivi.

Gli arrivi di clientela italiana hanno, invece, mantenuto lo stesso ritmo di crescita delle presenze (+1,7%), dato che appare in controtendenza al biennio precedente, nel quale la dinamica più intensa degli arrivi rispetto alle presenze segnalava la preferenza per una maggiore frammentazione della vacanza. La diminuzione di presenze straniere a Rimini va letta nel quadro già delineato sulla riduzione dei flussi turistici non solo diretti verso l’Italia, ma più in generale anche entro i confini europei.

 

Il calo del balneare, la crescita del congressuale.

Nel periodo 2000-2002, l’84% delle presenze turistiche si concentrava nei mesi compresi tra giugno e settembre, quindi una  tipologia turistica quasi completamente riconducibile a quella balneare. Nel triennio 2007-2009 tale percentuale diminuisce di 17 punti percentuali, toccando il 67%. Oggi, due terzi delle presenze turistiche nella provincia di Rimini sono attribuibili alle vacanze estive, il restante terzo a presenze prevalentemente legate a congressi, fiere e mostre.

È interessante osservare che nei due periodi messi a confronto il numero delle presenze è rimasto sostanzialmente invariato (-1,3%), ma tale risultato è stato determinato da un calo consistente del turismo balneare (-21,2%), quasi completamente compensato dall’aumento di quello congressuale e fieristico (+104,7%).

 

IMPORT/EXPORT

 

Al 30/09/09 l’Import ammontava a 327.676.985 € mentre l’Export faceva segnare 924.409.505 €: il saldo della bilancia commerciale risulta essere quindi ampiamente positivo facendo registrare nel periodo considerato un +596.732.520 €. Il 98,5% delle esportazioni ed il 92,0% delle importazioni riguarda il settore di attività Prodotti delle attività manifatturiere.

 

Sia Import che Export hanno però fatto segnare, come è noto, un calo importante. Nel periodo fra il 30/09/07 e il 30/09/09 l’import

ha toccato -23,2% (il 3° trimestre del 2009 rispetto al 3° trimestre del 2008 fa segnare un -25,5%; il 3° trimestre 2008 sul 3° trimestre 2007 era invece ancora positivo: +3,1%).

 

L’export

dal 30/09/07 al 30/09/09 segna un -22,2% (con un 3° trimestre del 2009 rispetto al 3° trimestre del 2008 che fa segnare -27,6%, contro un dato positivo del 3° trimestre 2008 sul 3° trimestre 2007 pari a +7,5%)

 

In particolare, i prodotti delle Attività Manifatturiere sono calati nell’ultimo biennio (30/09/07 – 30/09/09) sia nell’import, -24,9%; sia nell’export -22,7%.

 

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE

 

Le analisi relative alla numerosità d’impresa vengono effettuate al 3° Trimestre 2009 e sono riferite alle sedi di impresa attiva (senza considerare le unità locali). In provincia di Rimini le imprese totali attive iscritte al Registro Imprese, al 30/09/09, sono risultate essere 33.792, contro le 33.874 dello stesso periodo dell’anno precedente, con una diminuzione percentuale dello 0,2%, dato in controtendenza rispetto agli anni precedenti, dove si registrava un sia pur leggero incremento del numero delle imprese.

 

 

Il settore con il maggior numero d’imprese è il Commercio con 9.011 imprese (26,7% sul totale); seguono il settore Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese (di seguito abbreviato in Altri servizi) con 5.306 imprese (15,7% sul totale), il settore Costruzioni con 5.118 imprese (15,0%), il settore Alberghi, Ristoranti e Bar con 3.965 imprese (11,7%) ed il settore Industria con 3.400 imprese (10,1%).

 

A livello di forma giuridica

, prevalgono nettamente le imprese individuali con 18.795 unità (55,6% sul totale, -1,3% rispetto al 30 settembre 2008) a cui fanno seguito le società di persone con     9.152 unità (27,1%, +0,0%). Le società di capitale sono 5.227 (15,5%) e rappresentano la forma giuridica, che, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ha fatto registrare il maggiore incremento percentuale (+2,9%): un dato che ha una valenza sicuramente positiva, per la strutturazione societaria delle imprese del nostro territorio.

 

PROSPETTIVE 2010-2012

 

Nel biennio 2008-2009 l’economia della provincia di Rimini ha evidenziato un calo, apparso tuttavia circoscritto se confrontato con quello regionale ed italiano. Negli anni precedenti la crisi economica, la provincia aveva sperimentato un importante periodo di sviluppo, con una crescita media che tra il 2003 e il 2007 si attestava al +3,8%, confrontandosi con dinamiche più moderate sia in Emilia Romagna che in Italia (+1,5% e +1,2% rispettivamente).

 

Il recupero dell’economia prospettato per il 2010-2012 risulterebbe più lento a Rimini che in Emilia Romagna e in Italia.

Il passo di uscita dalla crisi appare meno veloce sia per l’industria che per i servizi. Il settore industriale crescerebbe nel triennio dell’1,5%, avvicinandosi maggiormente allo sviluppo nazionale (+2,0%), ma mostrando un andamento significativamente inferiore a quello regionale, che incrementerebbe mediamente del 2,6% nel periodo 2010-2012.

Anche il terziario evidenzia a Rimini un profilo di crescita più contenuto di quello emiliano-romagnolo e italiano: Rimini crescerebbe tra il 2010 ed il 2012 dello 0,7%, rispetto ad uno sviluppo medio dei servizi dell’1,6% in Emilia Romagna e dell’1,3% in Italia.

Il settore agricolo, unico in espansione nel 2008-2009, presenterà nel 2010-2012 un ritmo superiore a quello regionale e italiano, benché più rallentato rispetto alle buone performance del biennio precedente.

L’edilizia, infine, pur non crescendo oltre lo 0,6%, mostra una dinamica simile a quella regionale (+0,6%) e maggiore di quella riscontrata a livello nazionale, dove è prevista una flessione dello 0,4%.

 

L’occupazione a Rimini ha continuato a crescere, sebbene ad un ritmo di forte decelerazione rispetto al precedente quinquennio: dal 2,1% allo 0,6% in media d’anno. Su questo risultato ha pesato il buon andamento occupazionale del settore agricolo, cresciuto del 6%, associato ad uno sviluppo sostenuto dell’industria (+6,0% e +3,5% rispettivamente in media d’anno). È calata, invece, l’occupazione nelle costruzioni (-2,5%)

, mentre nei servizi si è assistito ad un andamento differenziato: il comparto commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni e quello delle altre attività di servizi hanno mostrato una sostanziale tenuta (+0,3% e +0,5% rispettivamente), mentre una riduzione occupazionale ha interessato l’intermediazione monetaria e finanziaria e le attività immobiliari e imprenditoriali (-1,5%).

Con la ripresa economica

, prospettata per il triennio 2010-2012, recupererà l’occupazione sia in Italia che in Emilia Romagna (+0,4% e +0,7% rispettivamente), mentre a Rimini la domanda di lavoro continuerà a crescere stabilmente, dello 0,6%, in media, all’anno, come nel precedente biennio. Va osservato, tuttavia, un cambiamento nella distribuzione della crescita: nel triennio 2010-2012 si assisterà ad una battuta d’arresto dell’occupazione nell’industria (-0,5%) e nell’agricoltura (-0,3%); continuerà, inoltre, la flessione occupazionale delle costruzioni (-0,7%). A queste flessioni si contrapporrà il miglior andamento occupazionale dei servizi che complessivamente incrementeranno dell’1%, grazie all’accelerazione di tutte le sue componenti.

 

La provincia di Rimini presenterà un tasso di occupazione inferiore all’Emilia Romagna, ma notevolmente più elevato dell’Italia, sia nel 2009 che nel 2012. Lungo questo periodo, il tasso di occupazione si ridurrà di 1 punto percentuale a Rimini, meno in Emilia Romagna e in Italia (-0,7 e -0,5 punti percentuali rispettivamente), portandosi al 43,6% a Rimini, al 45,1% in Emilia Romagna ed al 38,2% in Italia. Il tasso di disoccupazione aumenterà in misura più significativa in Italia

(dal 7,7% nel 2009 all’8,9% nel 2012). In provincia di Rimini le previsioni parlano, per il 2012, di un tasso di disoccupazione dell’8,3% (7,3% nel 2009), mentre in Emilia-Romagna, sempre nel 2012, lo stesso tasso si attesterà al 5,6% (4,7% nel 2009).

Le previsioni al 2010 ci parlano invece di un più modesto peggioramento in Emilia Romagna e a Rimini (rispettivamente a 5,6% e 8,3%).

 

Nel quinquennio 2003-2007 l’economia riminese mostrava la migliore performance con una crescita del 3,8%; seguita da Forlì-Cesena (+3,0%), Ferrara (+2,4%), Pesaro Urbino (+2,1%) e Venezia (+2,0%). Nel biennio 2008-2009 la flessione di Rimini è risultata relativamente contenuta (-0,7%), se confrontata con quella delle altre province, molte delle quali perdevano oltre il 3%, come Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Pesaro Urbino e Ascoli Piceno. Nella media 2010-2012 il rilancio dell’attività economica sarà più intenso a Venezia (+1,7%). Seguiranno Ferrara, Ascoli Piceno e Ravenna, mentre Rimini insieme a Pesaro Urbino e Ancora dovrebbe evidenziare una dinamica più contenuta (+0,8%).

 

 

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