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Il Consiglio della Camera di commercio di Rimini ha eletto Fabrizio Moretti nuovo Presidente dell'Ente

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Si è insediato ufficialmente giovedì 10 luglio 2014 il nuovo Consiglio della Camera di commercio di Rimini, che ha poi proceduto all'immediata elezione del nuovo Presidente dell'Ente camerale riminese, che per il quinquennio 2014-2019 sarà Fabrizio Moretti, Presidente di CNA Provinciale di Rimini e titolare dell'azienda Colorificio MP.

Il Consiglio della Camera di commercio di Rimini ha eletto Fabrizio Moretti nuovo Presidente dell'Ente

Il nuovo Consiglio camerale attorno al nuovo presidente della Camera di comercio, Fabrizio Moretti

Dichiarazione del Presidente della Camera di commercio di Rimini, Fabrizio Moretti

“È per me un vero onore ricoprire un ruolo tanto prestigioso, trovarmi alla guida di una squadra così importante che rappresenta tutto il tessuto economico e sociale del nostro territorio. Lo ritengo un traguardo di gratificazione non solo personale ma che voglio dedicare con rispetto e stima a tutte le persone amiche che mi hanno accompagnato nel mio cammino di formazione e crescita professionale, in azienda, in associazione e nei vari contesti economici e sociali in cui ho avuto il piacere di collaborare e condividere un percorso.

Ogni traguardo è un punto di partenza ed una sfida importante che vuole guardare verso nuovi orizzonti. Oggi la squadra del Consiglio Camerale è finalmente composta e unita, ancora 2 settimane di attesa affinché vengano eletti i componenti della Giunta, poi ci attende un programma di lavoro,  impegni e scadenze molto intensi che saranno determinanti per il futuro del nostro territorio.

Da qualche anno stiamo attraversando un momento talmente difficile che ci ha colto tutti alquanto impreparati, rispetto al passato oggi è molto più difficile determinare dei programmi e porsi degli obiettivi certi. Viviamo un momento di trasformazioni politiche, economiche e sociali talmente radicali e veloci che ci impongono una capacità di adattamento inusitati. La pressione  al cambiamento che si percepisce, a tutti i livelli sociali, è talmente forte che ci trova a volte impreparati. Dobbiamo essere molto attenti nel ponderare scelte ed azioni in quanto il cambiamento necessariamente non può essere sempre  e per forza, a tutti i costi positivo. Certo non possiamo essere statici e burocratici,  dobbiamo agire nell'interesse di una possibile ricrescita della nostra economia, delle imprese,  dare lavoro e opportunità alle nuove generazioni, dare continuità alle idee e progetti che si sono dimostrati vincenti, pensare a nuove modalità che abbiano una visione di sviluppo del nostro territorio, ma uno sviluppo consapevole, attento al rispetto dell'ambiente e della qualità della vita. Solo un territorio in cui sia piacevole vivere, funzionale,  socialmente equilibrato e rispettoso, dove possa regnare la legalità e la sicurezza, che abbia capacità di dialogo e comunicazione con il mondo intero, può essere attrattivo per nuovi flussi economici e turistici.

Ma come pensare a tutto questo nel momento in cui le risorse sempre più vengono a meno, dove ci troviamo a subire tagli incondizionati senza possibilità di dialogo e mediazione, dove i corpi sociali intermedi sono considerati carrozzoni obsoleti ed inutili a prescindere?

Certo i tempi richiedono oggi ancor di più efficienza delle strutture, tagli dei costi superflui, ammodernamento delle organizzazioni, ma migliorare non può e non deve essere sinonimo di uccidere, il classico e brutale "buttare il bambino con l'acqua sporca".

Cercheremo di operare nei vari livelli su cui potremo avere un dialogo, per fare ragionare sulle scelte della politica, che non siano semplicemente propagandistiche, ma ci consentano di poter costruire un futuro. Certamente proseguiremo su un percorso già prefigurato di alleanza con i territori vicini che consenta di fare sistema, ma che tenga nel giusto valore le eccellenze e le capacità che ogni territorio sa esprimere.

Non posso però non fare riferimento al Decreto Legge del Governo Renzi, in sede di conversione, che prevede il taglio del 50% del diritto annuale, la principale fonte di entrata delle Camere di commercio, a partire dal 2015. Un taglio orizzontale del tutto inappropriato, per le modalità e i tempi con cui viene imposto agli enti camerali, che non vivono di trasferimenti statali, prima cioè di una Riforma del Sistema Camerale che dovrà stabilire le funzioni delle Camere e la distribuzione delle stesse sul territorio. A livello nazionale, in questo momento, stiamo lavorando per proporre emendamenti al Decreto e c’è grande attesa per le decisioni che verranno prese dal Governo.

Se quindi chi ci sta governando ci consentirà di lavorare e sviluppare le nostre capacità ed idee, le linee guida su cui dovremo operare saranno:

- sostegno al credito per le imprese che possono riprendersi dalla crisi e garantire sviluppo e occupazione

- formare e favorire lo start up di giovani imprese

- accompagnare e favorire l'ingresso dei giovani laureati nelle imprese

- favorire l'orientamento e la conoscenza del mondo delle imprese nelle scuole

- sviluppare la cultura e le buone prassi di responsabilità sociale

- favorire la digitalizzazione del territorio e delle imprese, lo sviluppo delle ICT

- favorire i progetti di innovazione, ricerca e sviluppo,  in collaborazione con università, tecnopoli, laboratori tecnologici

- stimolare e accompagnare le imprese verso percorsi di internazionalizzazione

- favorire gli scambi di conoscenza culturali ed imprenditoriali con gli altri paesi del mondo

- sostegno allo sviluppo del polo universitario ed al dialogo e collaborazione con le imprese

- progettazione, sostegno e sviluppo degli asset strategici del territorio in collaborazione con gli enti, ma in un ottica di start up degli obiettivi strategici, e non di gestione in monopolio incondizionato

Per intraprendere e sviluppare questi obiettivi servono però risorse, grande impegno delle parti, ed una forte dialettica e coesione sociale. Ce la potremo fare? Ci proviamo!”

 

Di seguito l'elenco dei membri del Consiglio (28 membri, di cui 5 confermati e 23 nuovi; 10 le donne e 18 gli uomini che la compongono). 

Consiglio della Camera di Commercio di Rimini 2014-2019 

1.      Angelini Nicola, Commercio nuovo

2.      Annibali Anna Maria, Credito e Assicurazioni nuovo

3.      Bianchini Bruno, Turismo nuovo

4.      Bonfè Alessandro, Commercio

5.      Brolli Roberto, Cooperazione

6.      Campana Emanuele, Turismo nuovo

7.      Castellani Emanuela, Turismo nuovo

8.      Crociati Massimo, Artigianato nuovo

9.      Farotti Milco, Servizi alle Imprese nuovo

10.  Garagnani, Barbara Artigianato nuovo

11.  Ginghini Adrio, Consumatori nuovo

12.  Giusto Giovanna, Servizi alle Imprese nuovo

13.  Gottifredi Massimo, Cooperazione nuovo

14.  Guerra Morena, Artigianato nuovo

15.  Indino Giovanni, Commercio nuovo

16.  Lucchi Giorgio, Trasporti e Spedizioni

17.  Malara Anacleto, Agricoltura nuovo

18.  Moretti Fabrizio, Artigianato nuovo

19.  Pesaresi Alessandro, Industria nuovo

20.  Piccari Valeria, Servizi alle Imprese nuovo

21.  Ricci Roberto, Liberi Professionisti nuovo

22.  Rinaldis Patrizia, Turismo nuovo

23.  Saielli Monica, Commercio nuovo

24.  Secchiaroli Brunella, Commercio nuovo

25.  Simonetti Gianfranco, Servizi alle Imprese

26.  Urbinati Graziano, Organizzazioni Sindacali nuovo

27.  Vescovi Sabrina, Industria nuovo

28.  Vici Luca, Industria 

Il Consiglio della Camera di commercio di Rimini è stato riconvocato per lunedì 28 luglio 2014: in quell'occasione si procederà all'elezione dei membri di Giunta e del Vice Presidente dell'Ente camerale.

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