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Giornata dell'Economia: i dati, gli aggiornamenti, i commenti

Venerdì 6 maggio in tutta Italia si è svolta la nona edizione della Giornata Nazionale dell’Economia: un’iniziativa che nasce per divulgare il grande patrimonio di informazioni economiche e statistiche delle Camere di Commercio. L’incontro pubblico riminese ha consentito di proseguire le riflessioni iniziate durante la presentazione del “Rapporto sull’Economia della provincia di Rimini 2010/2011” dello scorso 29 marzo, approfondendo diversi aspetti dell’economia territoriale, a partire da quattro indicatori:

1) Analisi congiunturale dell’economia provinciale 

2) Analisi dei bilanci delle società di capitale

3) Indagine svolta sull’internazionalizzazione e l’innovazione delle imprese

4) Scenari previsionali al 2013

 

Nel complesso, i dati – riferiti al primo trimestre del 2011 o, laddove non vi siano aggiornamenti a tale data, al quarto trimestre del 2010 – evidenziano come sul nostro territorio sia iniziata una lenta ripresa senza occupazione, pur con la diminuzione delle ore di cassa integrazione. Le previsioni per il triennio 2011-2013 stigmatizzano una ripresa fiacca e tutta da consolidare. Nel 2014, insomma, non saremo ancora tornati ai livelli pre-crisi del 2007, quando comunque, senza mezzi termini, si parlava di un’economia in stagnazione. 

 

1) Analisi congiunturale dell’economia provinciale

A cura di: Ufficio Studi e Statistica, Camera di Commercio di Rimini

 

Demografia delle Imprese

Sedi di impresa attive. In provincia di Rimini, al 1° trimestre 2011, si contano, come dato complessivo di stock, 35.516 sedi di impresa totali attive, rispetto alle 35.154 del 1° trimestre 2010, con una variazione percentuale del +1,0%. La classe di natura giuridica prevalente è rappresentata dalle “imprese individuali” con 19.829 imprese (55,8% sul tot. delle imprese), seguita dalle “società di persone” con 9.419 imprese (26,5% sul tot.). Sono però le “società di capitale” (5.604 imprese) e le cosiddette “altre forme” (società semplici, cooperative, consorzi, associazioni e fondazioni; 664 imprese) quelle che fanno registrare, nel confronto con il 1° trimestre 2010, il maggior incremento percentuale: le prime del 3,7% e le seconde del 4,2%, a significare una maggior strutturazione del tessuto economico. Diminuiscono le imprese artigiane, con un calo di -0,3%.

Imprese in difficoltà. In provincia di Rimini, il dato complessivo di stock, riferito al 1° trimestre 2011, ci dice che, complessivamente, le imprese “con procedure concorsuali” e quelle “in scioglimento o liquidazione” sono aumentate di +5,5%, passando da 1.531 del 1° trimestre 2010 a 1.615 del 1° trimestre 2011.

 

Mercato del Lavoro

Avviati e Avviamenti al lavoro. Al 1° trimestre 2011 gli avviati (lavoratori che hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro dipendente nel trimestre) erano 15.852 (contro i  14.474 al 1° trimestre 2010) con una variazione percentuale del +9,5%; gli avviamenti (rapporti di lavoro dipendente instaurati nel trimestre), erano pari a 19.074 (contro i 17.342 al 1° trimestre 2010) con una variazione percentuale del +10,0% rispetto al periodo gennaio-marzo 2010.

Cassa Integrazione Guadagni (CIG). Nel 1° trimestre 2011 in provincia di Rimini si sono avute 1.216.748 ore autorizzate di Cassa Integrazione. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, si ha una diminuzione del numero delle ore autorizzate globali, che passano da 1.472.515 ore del 1° trimestre 2010 a 1.216.748 ore del 1° trimestre 2011, con una diminuzione percentuale del 17,4%. Il settore che risente in misura maggiore del ricorso alla Cassa Integrazione è naturalmente quello dell’Industria con 731.281 ore autorizzate (60,1% sul totale).

 

Import-Export

Significativi sono anche i dati relativi all’Import-Export: in provincia di Rimini, nel periodo ottobre-dicembre 2010, si è registrato un flusso di Import pari a 149.890.371 euro e di Export pari a 352.436.636 euro, con un saldo della bilancia commerciale ampiamente positivo: +202.546.265. In particolare si evidenzia un significativo incremento dell’export (+15,8%), dovuto, in buona sostanza,  all’aumento  delle esportazioni  dei  Prodotti  dell’Industria  Manifatturiera (+15,4%).

 

Credito

I dati di stock del 4° trimestre 2010 mostrano per la provincia di Rimini la seguente situazione: 7 Banche (sedi amministrative); 312 Sportelli bancari; impieghi per 12.225 milioni di euro (11.361 milioni al 4° trimestre 2009, +7,6%); depositi per 5.537 milioni di euro (5.290 milioni al 4° trimestre 2009, +4,7%); sofferenze pari a 547 milioni di euro (410 milioni al 4° trimestre 2009, +33,4%). Il flusso dei Finanziamenti erogati oltre il breve termine/un anno ha fatto registrare nell’ultimo trimestre del 2010 una diminuzione del 10,1% (da 774 milioni di euro del 4° trimestre 2009 a 696 milioni di euro del 4° trimestre 2010).

 

Congiuntura manifatturiera

Nel 4° trimestre del 2010, il settore manifatturiero, in provincia di Rimini, ha manifestato, rispetto al 4° trimestre del 2009, una crescita di tutti i principali indicatori caratteristici; nella specie, un aumento della produzione del 2,0%, del fatturato dello 0,9% e degli ordinativi del 2,2%.

 

2) Analisi dei bilanci delle società di capitale

A cura di: Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini

 

 La Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini ha arricchito la Giornata dell'Economia grazie alla stesura del "Rapporto sui bilanci delle società di capitale in provincia di Rimini (2007-2009)", frutto di un'analisi di 2.226 bilanci delle società di capitali per le quali è disponibile la serie storica completa per il triennio 2007-2009 considerato.

 

L’analisi complessiva dell’Aggregato delle imprese della provincia di Rimini evidenzia una progressiva riduzione del valore della produzione (-11,3%) e conseguente erosione dei margini che porta ad una progressiva forte diminuzione della redditività, sino a raggiungere valori attorno allo zero nell’ultimo anno considerato: il Rendimento del capitale proprio è passato da 4,77% nel 2007 allo 0,25% nel 2009.

 

Data la rigidità del capitale investito e del fattore lavoro, la circostanza ha portato alla perdita di efficienza, soprattutto per quanto attiene agli indicatori del fatturato per dipendente: i ricavi per addetto sono passati dai 219,2 nel 2007 ai 195,6 del 2009.

 

La struttura patrimoniale complessiva, non ottimale a causa del peso rilevante dell’indebitamento rispetto ai mezzi propri, segna però movimenti verso un riequilibrio grazie sia ad apporti di nuove risorse a titolo di capitale proprio, al reinvestimento degli utili conseguiti negli esercizi 2007 e 2008 e ad una rimodulazione del debito con spostamento verso fonti a medio lunga scadenza.

 

Sul fronte dell’analisi della liquidità la situazione evidenzia segnali di possibile tensione.

Per quanto attiene alla ripartizione della ricchezza prodotta dalle imprese (Valore Aggiunto) fra i soggetti che hanno concorso alla sua realizzazione, si segnala nel triennio uno spostamento di circa 6 punti percentuali dal fattore capitale a favore del fattore lavoro.

 

3) Indagine sull’internazionalizzazione e l’innovazione delle imprese

a cura di: Facoltà di Economia Sede di Rimini, Uni.Rimini S.p.A,

Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e Camera di Commercio di Rimini

 

La ricerca “Innovazione e internazionalizzazione nel sistema economico della Provincia di Rimini”, frutto della collaborazione tra la Facoltà di Economia di Rimini, Uni.Rimini S.p.A., Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e Camera di Commercio di Rimini, ha il duplice obiettivo di indagare alcune delle caratteristiche cruciali del sistema economico della Provincia di Rimini e di identificare le sue potenzialità di crescita. La ricerca, curata dai Proff. Brighi, Scorcu, Vici e Zirulia, analizza un campione selezionato costituito da 71 imprese locali.

 

Dalla ricerca emerge un tessuto imprenditoriale locale virtuoso e fortemente orientato all’internazionalizzazione (il 40.85% delle imprese intervistate opera a livello internazionale), pur con alcune criticità rispetto ai mercati potenzialmente più proficui nel futuro. In alcuni imprenditori emerge l’opportunità di diminuire il peso delle aree commerciali ormai mature (Europa occidentale ed orientale) rifocalizzandosi verso quelle a maggiore crescita (India e Sud-America).

 

Tra le imprese intervistate emerge uno spiccato interesse per l’innovazione di prodotto e di processo: nel corso del 2010, il 60.56% delle imprese intervistate ha introdotto prodotti e/o processi innovativi. Mentre i settori più tradizionali, come quello delle costruzioni, registrano un brusco calo degli investimenti nel triennio 2008-2010, le imprese manifatturiere hanno mostrano un’elevata dinamicità: l’80% delle imprese del settore ha infatti introdotto prodotti e processi innovativi.

 

Tra i fattori che limitano lo sviluppo delle imprese, occupano un ruolo particolare la mancanza di personale qualificato e di adeguate risorse finanziarie, seppure le imprese analizzate mostrino un minore grado di razionamento bancario rispetto alla media nazionale (il 35.82% contro il 40.10% della media nazionale).

 

È di rilievo il dato relativo alle difficoltà delle imprese nel reperire finanziamenti esterni nella fase di avvio e di rilancio dell’attività produttiva: analogo risultato si riscontra per le imprese che intendono intraprendere progetti di investimento in R&S finanziati quasi esclusivamente con fonti interne (il tasso di autofinanziamento della spesa in R&S è pari a 73.3% contro il 56.6% della spesa in impianti, macchinari e attrezzature).

 

4) Scenari previsionali al 2013

A cura di: Prometeia e Unioncamere nazionale

 

Le analisi, derivanti dallo studio effettuato da Prometeia e Unioncamere – Scenari di sviluppo delle economie locali italiane – riguardano principalmente le dinamiche del valore aggiunto, dell’export e del mercato del lavoro, e sono, sinteticamente, qui di seguito esposte.

 

Riguardo al valore aggiunto, nel 2011, in provincia di Rimini, si avrà una variazione percentuale annua del +0,9%, a differenza dell’incremento previsto in Emilia-Romagna (+1,3%) e Italia (+1,2%); la dinamica risulterà positiva, per la provincia riminese, nel periodo 2012-2013, laddove il valore aggiunto crescerà ad un ritmo medio annuo dello 0,3%, inferiore comunque rispetto alla crescita medio annua che si avrà in ambito regionale (+1,6%) e nazionale (+1,4%).

 

In provincia di Rimini, la propensione all’export (export/valore aggiunto x 100), anche se inferiore rispetto agli altri ambiti territoriali di confronto (Emilia-Romagna e Italia), risulterà essere, nel periodo considerato, in aumento, passando dal 18,8% atteso nel 2011 al 20,8% annuo nel periodo 2012-2013; come per il valore aggiunto, comunque, tale incremento sarà inferiore rispetto a quello che si registrerà in Emilia-Romagna (dal 35,0% del 2011 al 38,4% annuo del biennio 2012-2013) e Italia (dal 24,5% del 2011 al 26,8% annuo del biennio 2012-2013).

 

Per ciò che concerne, infine, il mercato del lavoro, nel territorio riminese, nel 2011, è previsto un calo dell’occupazione quantificabile in un -0,3% e nel successivo periodo 2012-2013 una “crescita zero”, a differenza degli incrementi, seppur lievi, che caratterizzeranno l’Emilia-Romagna e l’Italia. Nel biennio 2012-2013, inoltre, si attende, a livello provinciale, un tasso di disoccupazione al 7,9% (in lieve calo rispetto all’8,1% previsto nel 2011), che sarà superiore a quello regionale (che si attesterà al 5,3%) e lievemente inferiore a quello nazionale (8,2% a fine periodo). 

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