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Congiuntura. Ancora segnali negativi da manifattura, edilizia e commercio: la crisi frenata solo dall’export

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RIMINI. Dopo il Rapporto economico (marzo 2014) e la Giornata dell’economia (giugno 2014), prosegue l’impegno della Camera di commercio di Rimini nell’analisi statistica degli indicatori economici, che ci restituiscono un quadro preciso dello stato di salute dell’economia del territorio. Un’economia caratterizzata da tanti segni meno, con in controtendenza i dati riferiti all’export che invece si dimostra, come quasi sempre negli ultimi otto anni, unica voce positiva. In estrema sintesi, i dati congiunturali 2013 riferiti a Rimini, evidenziano indicatori negativi in tutti i settori, tranne che per il fatturato estero (+1,1%) e gli ordini esteri (+1,9%) riferiti al manifatturiero.

CONGIUNTURA MANIFATTURIERA

Il nostro Paese sta vivendo anni difficili: la recessione ha colpito duramente negli anni 2009-2013 e la ripartenza si presenta ancora piena di ostacoli. In provincia di Rimini, il manifatturiero, mostra dei numeri non positivi. Al 31/03/2014 la consistenza delle imprese attive ammonta a 2.680 unità, con un calo del 2,0% rispetto al 31/03/2013, mentre nel 1° trimestre 2014 le 77 cessazioni hanno superato le 40 iscrizioni, determinando un saldo nati-mortalità negativo (-37); sul versante occupazione al 31/03/2014 gli addetti risultano 20.722, in diminuzione del 5,3% rispetto al 31/03/2013, mentre la cassa integrazione nel suo complesso nel periodo gennaio-marzo 2014 ha fatto registrare un +18,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La produzione registra una diminuzione dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente mentre il fatturato diminuisce dell’1,9% rispetto al 1° trimestre 2013, contrariamente a ciò che accade in Emilia-Romagna (+0,2%) e in Italia (+1,1%); la causa di tale decremento è imputabile al calo della domanda interna, alla quale si contrappone un aumento di quella estera. Infatti il fatturato estero in provincia cresce del 2,1% rispetto al periodo gennaio-marzo 2013, anche se a ritmo inferiore rispetto a quello regionale (+4,8%) e nazionale (+4,7%). Analizzando la serie storica trimestrale degli ultimi due anni si osserva come l’unica variazione positiva degli ordini si sia verificata nel 2° trimestre 2013 (+0,5%). 

Riguardo alla produzione nell’artigianato (che è un ‘di cui’ del segmento manifatturiero) la situazione appare più critica: la variazione percentuale annua si attesta infatti a -4,7%. Valori negativi, sebbene più contenuti, si riscontrano anche a livello regionale (-1,4%) e nazionale (-0,8%). La variazione percentuale annua degli ordini è del -5,0%, contrazione peggiore rispetto a quella della produzione e del fatturato. Decremento che si riscontra, anche se meno marcato, sia a livello regionale (-1,9%) che nazionale (-1,1%).

Le uniche variabili che mostrano segnali positivi sono quelle legate alla domanda estera: +2,6% al primo trimestre 2014 gli ordini esteri (+3,0% gli ordini esteri delle imprese artigiane); il fatturato estero invece mostra nel primo trimestre un aumento del 2,1%, contro il 3,0% delle imprese artigiane.

CONGIUNTURA DEL SETTORE EDILE

Il settore edile è stato e rimane uno tra i più colpiti dalla crisi: in Italia, infatti, dal 2008 al 2013 l'edilizia ha registrato 446mila posti di lavoro in meno e 11.177 imprese fallite (Rapporto Ance). 

A Rimini al 31/03/2014 la consistenza delle imprese attive ammonta a 5.339 unità, con un calo del 3,4% rispetto al 31/03/2013, mentre nel 1° trimestre 2014 le 232 cessazioni hanno superato le 108 iscrizioni, determinando un saldo nati-mortalità negativo (-124); sul versante occupazione, al 31/03/2014 gli addetti risultano 11.490, in diminuzione del 7,7% rispetto al 31/03/2013, mentre la cassa integrazione nel suo complesso nel periodo gennaio-marzo 2014 ha fatto registrare un -0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato registra una diminuzione del 3,5% rispetto al 1° trimestre 2013, inferiore alla variazione che si registra in Emilia-Romagna (-4,1%) e in linea con la diminuzione avvenuta in Italia (-3,5%).

CONGIUNTURA DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO

Anche il commercio al dettaglio ha risentito fortemente della crisi in atto. La forte riduzione della domanda interna registrata negli anni passati ha inciso profondamente sul settore, costringendo molte imprese alla chiusura.

A Rimini al 31/03/2014 la consistenza delle imprese attive ammonta a 5.239 unità, con un calo del 2,4% rispetto al 31/03/2013, mentre nel 1° trimestre 2014 le 261 cessazioni hanno superato le 95 iscrizioni, determinando un saldo nati-mortalità negativo (-166); sul versante occupazione, al 31/03/2014 gli addetti risultano 12.679, in diminuzione del 4,5% rispetto al 31/03/13, mentre la cassa integrazione nel suo complesso nel periodo gennaio-marzo 2014 ha fatto registrare un +1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite mostrano una diminuzione del 3,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente; anche in Emilia-Romagna si riscontra una contrazione più contenuta (-2,8%), mentre un -3,7 % caratterizza l’Italia. Le medie annue delle vendite evidenziano invece una diminuzione costante, che passa dal 2,2% del 2008 al -6,2% del 2013).

L’IMPORT-EXPORT

In provincia di Rimini al 1° trimestre 2014 (fonte Istat) le importazioni risultano pari a 172.667.050 di euro e le esportazioni a 467.522.501 di euro; il saldo della bilancia commerciale è quindi ampiamente positivo (+294.855.451 euro). L’Unione Europea è il principale mercato di interscambio commerciale, con il 53%. Effettuando l’analisi per singolo Paese, per l’import il primo Paese è la Cina (14,0%), per l’export la Francia (10,3%). Gli articoli di abbigliamento risultano i principali prodotti esportati (31,9% sul totale export). Nel 1° trimestre 2014 rispetto al 1° trimestre 2013, la provincia di Rimini è stata caratterizzata da un deciso incremento delle esportazioni, pari a +11,9%. Infine anche se il nostro territorio continua ad essere all’ultimo posto in regione per incidenza percentuale dei prodotti esportati (3,6% del totale dell’export regionale), è da sottolineare che nei primi tre mesi del 2014, nella provincia riminese si è verificato il terzo incremento percentuale annuo, dietro alle sole province di Piacenza (+20,5%) e Ferrara (+16,0%); l’incremento tendenziale nell’export dell’11,9% risulta decisamente superiore sia alla media emiliano-romagnola (+5,9%) che a quella nazionale (+1,5%).

A proposito di questa indagine. L'indagine congiunturale sulle imprese dei settori del manifatturiero, delle costruzioni e del commercio al dettaglio, realizzata dal Centro Studi Unioncamere Nazionale per conto di Unioncamere Emilia-Romagna, si rivolge trimestralmente ad un campione di imprese con dipendenti, ricavato dal Registro Imprese, integrato con i dati ottenuti da altre fonti (in particolare Inps e Istat). A livello regionale il campione comprende circa 1.320 aziende dell’industria manifatturiera, 180 del settore edile e 800 del commercio al dettaglio, per un totale di 2.300; per ciò che riguarda il manifatturiero e l’edilizia, l’indagine è rappresentativa delle imprese fino a 500 dipendenti, mentre nel caso del commercio al dettaglio, l’indagine è rappresentativa della totalità delle imprese con dipendenti. Nell'indagine, condotta telefonicamente con la tecnica CATI, viene chiesto alle imprese di dichiarare l'andamento congiunturale e tendenziale di una serie di indicatori economici, nonché la previsione per il trimestre successivo al trimestre di indagine; alcuni dei dati tendenziali (rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) sono di tipo quantitativo, mentre i dati congiunturali (rispetto al trimestre precedente) e previsionali (riferiti al trimestre successivo) sono di tipo qualitativo.

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